Sicuramente una delle band più conosciute dei Castelli Romani; in qualche anno gli Easy Roots hanno diffuso il loro reggae a Roma e dintorni, puntando sempre più in alto con concerti sempre pieni e collaborazioni importanti.
Abbiamo deciso di intervistarli, per capire cosa c'è dietro al loro successo...
Cosa vi ha spinto a formare un gruppo reggae e a quali modelli vi ispirate?
Ci ha spinto la passione che ci accomuna per la musica e soprattutto per questo genere in levare. Inizialmente abbiamo cominciato per gioco improvvisando cover di Bob Marley, della Villa Ada, Brusco e Radici nel Cemento, modelli ai quali ci ispiravamo. Oggi cerchiamo di trovare una nostra identità proponendo testi e arrangiamenti di nostra produzione provando ad essere più originali possibili.
Che ne pensate della scena reggae italiana?
La scena reggae italiana nel periodo in cui ci siamo avvicinati a questo ambiente era molto differente da quella che è oggi: come fascia di ascoltatori, come tematiche affrontate e come luoghi nei quali veniva diffusa. Fino a qualche anno fa la musica reggae in italia era strettamente legata ad un ambiente politico come i c.s.o.a., oggi invece non è insolito suonare in un club.
Anche il pubblico con gli anni è notevolmente cambiato, è aumentato, portando un maggiore entroito economico, quindi a volte ad una “commercializzazione” del genere. Quest'ultima ha distolto il pubblico da quelle che erano le tematiche sociali che venivano affrontate nei testi.
Il vantaggio di questa situazione ha dato la possibilità,anche in Italia, di diventare un musicista reggae per professione. Noi Easy Roots siamo favorevoli al fatto che la musica reggae non sia più esclusivamente di nicchia, purchè non si abbandoni il messaggio che è alle radici di questa.
La vostra è una formazione assai numerosa: è stato facile trovare fin da subito una direzione unica verso cui muoversi?
Per noi non è stato e non è difficile trovare una direzione unica verso cui muoverci, finchè ci saranno idee e voglia di fare da parte di ogni componente del gruppo le cose verranno da sé come sono sempre venute.
Parlateci del vostro primo album.
Il nostro primo Album si intitola "Stop The Violence" ed è composto da 10 tracce,cantate principalmente in dialetto locale,in italiano ed anche in inglese (a volte un po' maccheronico :) ).
E' un cd autoprodotto registrato nel Mastafire Studio tranne la batteria ed il missaggio,eseguito dal Kutso Studio. E' nato in maniera molto spontanea,avevamo un po' di pezzi ed abbiamo deciso di registrarli e di mandarli un po' in giro. Non è stato facile realizzare l'album; ci ha portato via molto tempo,sacrifici e denaro, ma siamo soddisfattissimi del lavoro che abbiamo fatto e sopratutto dell'ottima risposta che ha avuto sul pubblico. Non ci aspettavamo potesse andare così bene, in poco tempo le copie stampate sono state vendute ed ancora oggi c'è qualcuno che ci chiede il disco originale.
Quali argomenti trattate?
Trattiamo temi di tutela del territorio e di difesa del nostro ambiente,vedi "Inceneritore" e "Inquinamento",o argomenti che inneggiano alla non violenza e al rispetto del prossimo e di ciò che ci circonda. Non mancano messaggi antiproibizionisti, intesi non come incitamento all'uso delle cosiddette “droghe leggere” come la marijuana, bensì come la liberalizzazione di una pianta naturale e come modo per contrastare narco-mafie e criminalità organizzata.
Il reggae può a volte assumere connotati decisamente politici e di contestazione: è il vostro caso o il vostro fine è il divertimento?
Gli Easy Roots cercano di mandare un determinato messaggio in ogni singola traccia,ma senza lasciar da parte il divertimento,fondamentale ogni volta che siamo in sala prove ed ogni volta che saliamo sopra un palco. Descriviamo ciò ce ci circonda,le nostre emozioni e le nostre sensazioni,la nostra quotidianità e ciò che viviamo sulla nostra pelle. E questo molto spesso coincide con testi impegnati socialmente e con liriche di contestazione.
Come è nato il vostro progetto?
Siamo nati nel 2005 per gioco,strimpellando cover chiusi dentro un garage. A quel tempo non pensavamo ad un gruppo vero e proprio,non avevamo obbiettivi,progetti in mente,o l'idea di fare delle serate. Eravamo spinti da una forte passione per la musica reggae e raggamuffin ed il nostro unico scopo era quello di divertirci provando ognuno ad usare il proprio strumento.
Poi,con il passar del tempo,abbiamo preso coscienza dei nostri mezzi e dopo circa due anni abbiamo iniziato a suonare in giro in varie feste di compleanno e in alcuni pub o locali. Oggi come oggi ci ritroviamo in sei componenti,due voci principali,una batteria,un basso,una tastiera,una chitarra e tanta voglia di fare. Ed il bello è che il tempo passa ma non si perde la voglia di scherzare ed il divertimento iniziale che è sempre stato alla base di questo progetto.
Abbiamo notato che avete un grande riscontro dal vivo. Cos'è che attira così tanta gente ai vostri concerti?
Questa domanda la dovresti fare alla gente che viene a supportarci ai live, non a noi. Forse sarà perchè alla fine facciamo uno show alternativo e sopratutto con suoni diversi dal classico gruppo rock o pop di zona, o forse perchè ai nostri live si respira un clima familiare e di festa.
Molte persone vengono oltre che per la musica per incontrare gli amici e per conoscere gente nuova e siamo molto felici di questo. Il nostro concerto diventa un punto di ritrovo per molti della cosiddetta "Castelli Massive".
Avete diviso il palco con artisti importanti per il vostro genere: come è stato e come ci siete arrivati?
Per noi suonare insieme ai più importanti artisti reggae romani ed italiani è stata veramente una grandissima soddisfazione, dividere il palco con quelli che fin da quando avevamo appena 14-15 anni rappresentavano modelli e che ci hanno fatto appassionare a questo genere musicale è stata la più grande emozione che potevamo ricevere da questo progetto. Ci siamo arrivati proseguendo per la nostra strada, credendo in ciò che facciamo,grazie anche ad un po' di fortuna e grazie all'aiuto di chi ci ha organizzato delle bellissime serate.
Siete seguiti da qualcuno? Che tipo di organizzazione si muove alle vostre spalle?
Non siamo seguiti da qualcuno. Oggi cerchiamo di puntare sulle nostre forze e alla collaborazione con gli amici del Mastafire sound system,con i quali c’è un forte legame che va avanti dal 2005. In passato per la realizzazione di serate soprattutto al Palarockness abbiamo collaborato con la Sierra Maestra Produzioni.
Progetti futuri? A cosa puntate?
Stiamo buttando giù le basi per il nostro secondo album che conterrà anche delle combiation con altri artisti e tra poco inizieremo a registrare, la voglia è tanta e con questo disco speriamo di fare dei miglioramenti sotto ogni punto di vista: sia musicale sia a livello di testi. Per il futuro speriamo di affermarci sulla scena reggae romana e cercheremo di allargare i nostri confini territoriali suonando il più possibile anche al di fuori dei Castelli Romani.
Commenti
+2 Paolo Ercolani 2011-03-08 14:32 #3
Se ci trovi una serata a Milano veniamo di corsa...con molto piacere!
Greetings!
0 Giuliettoman 2011-02-25 12:58 #2
+1 teo 2011-02-04 15:21 #1