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10 Gen

Giuradei - l'intervista!

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Ettore Giuradei Ettore Giuradei

In occasione dell'uscita del nuovo singolo "Sbattono le finestre", la redazione di Band Magazine ha intervistato i fratelli Giuradei, che con l'album "La Repubblica del Sole" (leggi la nostra recensione qui), si sta confermando come una delle realtà più interessanti del panorama cantautorale italiano degli ultimi tempi...

Il video de “La Repubblica del Sole” ci ha molto colpito. Come è nata l'idea di riunire in un unico video figure storiche della musica italiana così diverse tra loro? Coincidono forse con le tue influenze musicali?

L'idea era quella di far "rivedere" dei personaggi che hanno cercato di salvarci, soprattutto Pasolini e Artaud, non tanto per citare influenze musicali ma più per rivedere pensatori attivi.

Il nord-Italia va proponendo da sempre degli artisti dalla forte impronta cantautorale. Tu come ti spieghi questo fatto? Quanto influisce un certo tipo di ambiente sulla creazione?

Per quello che mi riguarda, vivere al nord vuol dire vivere una trasformazione demenziale che influisce parecchio sulla mia scrittura:  vivo il paese, Provaglio d'Iseo, e noto un'umanità strozzata ma pronta ad esplodere.

Quali affinità e quali differenze trovi con un cantautorato, per esempio, romano?

Sia io che mio fratello ascoltiamo e impariamo da tutta la scuola romana: Max Gazzè, Tiromancino, Nicolò Fabi, Silvestri, Otto ohm, Frankie Hi Nrg.... La nostra ricerca vuole approfondire l'aspetto viscerale della canzone, forse la sua dimensione più "animale" che la scuola romana ha sempre "addolcito" o "ipnotizzato" soprattutto a livello musicale perchè per quanto riguarda i testi credo siano tutti poeti "avanti". Ultimi ascolti, personali: tutto l'ultimo disco di Fabi, "Solo un uomo" e "Senza di Noi" degli Otto ohm.

Cosa ti ha spinto a passare da una scrittura più “teatrale” che caratterizzava i primi due lavori, a una più “narrativa”, come in “La Repubblica del Sole”? E' solo una nostra impressione?

In verità l'eventuale differenza riguarda un mio personale processo mentale che mi sta spingendo ad essere il meno interpretabile possibile o il più chiaro possibile quindi, credo, narrativo, se è quello che intendete. Rifletto spesso sul mio "mestiere" e soprattutto sul perchè lo faccio. Credo che l'unico motivo sia l'esigenza di dire la verità, nel modo più chiaro possibile.

I tuoi spettacoli sono caratterizzati da una forte presenza scenica. Come riesci a coniugare tutto ciò con l'atmosfera soft dei tuoi pezzi?

Vista la domanda credo che a questo punto si possa chiarire che Giuradei su disco e Giuradei dal vivo sono due cose diverse. L'album è più da ascolto, da cantata, da sfogo; il live è più da ascolto, da cantata, da sfogo, ma in modo, per adesso, più "totale".
- Daniele Coluzzi e Valerio Cesari -
Ultima modifica Martedì 10 Gennaio 2012 15:23
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