Differentemente da quanto citato poco fa, i 77 Bombay Street fanno eccezione per alcuni motivi: anzitutto non sono una band costruita a tavolino, anzitutto non sono donne, anzitutto non sono belli da vedere.
E non è poco, perchè forse per una volta (anche nel pop) è la musica a parlare.
Indossano giubbe rosse che sembrano fregate ai Beatles, si esibiscono senza alcuna gerarchia davanti al microfono e sfornano, a iosa, canzoni una più funzionale dell'altra.
Dall'iniziale '47 Millionaires', questo disco parte in sordina: quasi delicato.
Gli arrangiamenti quasi essenziali dell'incipit ingannano, in vista di una esplosione di idee quantomai variegata e ricca.
'Up In The Sky', che è anche la title track, racconta di un volo pindarico innocente quanto astruso e bello: è il preludio alla parte centrale del disco, quella più intimistica e particolare: 'Miss You Girl', 'Long Way', 'It's Now' raccontano infatti dell'incredibile avventura di questi 4 fratelli, emigrati in Scozia dall'Australia per poi tornare in patria da star. Le 700,000 copie vendute sono lì a dimostrarlo, mentre il resto del mondo li attende.
'I Love Lady Gaga' dimostra la volontà di scendere nell'inferno ambitissimo del pop, quasi della dance, senza però perdere le proprie peculiarità.
Un saggio di buona musica, un disco intelligente. Un esempio per tanti.
