Piuttosto che creare movimento, unione, interesse, è sempre meglio prendersela col proprio vicino, crogiolarsi in discorsi disfattisti, negare la presenza di possibilità, occasioni, realtà musicali. La controversa etichetta di “indie” da cui oggi, ipocriti e non, traggono tutti dei piccoli e bei vantaggi quotidiani (pubblico di giovani appassionati, locali specializzati, riviste e webzine attenti), non esiste. Non è niente.
E per Vasco Brondi (Le luci della centrale elettrica) è la stessa cosa. All'inizio lo ascoltavano tutti perché non lo conosceva nessuno. Adesso comincia a non ascoltarlo più nessuno perché lo conoscono tutti.
E' il cieco e crudele paradosso musicale che si è mangiato per anni alcuni dei migliori talenti in circolazione, le cui capacità sono state sempre messe in secondo piano rispetto al bisogno compulsivo di parlarsi addosso dei più. Forse bisognerebbe solo saper ascoltare.
Vasco Brondi ha pubblicato due album. Con XL di Repubblica di questo mese esce un nuovo ep, “C'eravamo abbastanza amati”, contenente un inedito, delle cover e delle versioni live di vecchi pezzi. Spero la smetteremo di cianciare.
Ancora una volta conferma un talento incredibile, una scrittura impressiva, una sensibilità espressiva, colorata da pennarelli scarichi e immagini in bianco e nero.
L'inedito “C'eravamo abbastanza amati” rivela, se non altro nel testo, la volontà di comunicare in modo meno contorto, risultando uno dei pezzi più “narrativi” della sua carriera. Le cover seguono un ideale percorso formativo, partendo dai CCCP per passare a De Gregori e Battiato. Presente anche “Un campo lungo cinematografico”, la colonna sonora del film “Ruggine” e un duetto con Manuel Agnelli.
Un ep di passaggio per nuovi lavori, una chicca per i fan enormemente significativa. Un lavoro di quelli che andrebbero incoraggiati, se non altro per l'alta carica innovativa.
Tracklist:
01. C'eravamo abbastanza amati
02. Summer on a solitary beach
03. Emilia Paranoica
04. Dolce amore del bahia
05. L'amore ai tempi dei licenziamenti dei metalmeccanici
06. Un campo lungo cinematografico (live con Rachele Bastreghi, Baustelle)
07. Oceano di gomma (live con Manuel Agnelli)
08. Piromani (live)
- Daniele Coluzzi -
